Rossella A


Passi scanditi senza tonfo;
 passi che non lasciano orme;
passi che percorrono vie buie;
passi che seguono sentieri non battuti;
passi dimenticati e persi;
passi di un cammino che non si sa dove porterà;
passi di una stella cometa splendente, ma spenta;
passi diretti in avanti. . .
. . .verso una direzione che non porta in nessun posto. 





 Scia di un percorso in un tetro universo;
scia che segna il passaggio del fiero astro;
scia che spera di sconvolgere l’oscurità;
scia che cerca di segnare una via;
scia che vuole trovare una meta;
scia che inesorabilmente svanisce cancellando la propria traccia;
scia evanescente, che nessuno più riconosce;
scia soffocata dall’incedere del vuoto;
scia che di fatto è come se non ci fosse mai stata. . .
Avete mai pensato di percorrere con convinzione una strada?



 Direzionare senza alcuna esitazione i passi. . .
non cedere neanche per un istante all’incertezza
e accorgersi che qualcosa, indipendente da te, è cambiato. . .
Avere la sensazione che il sentiero svanisca,
che la luce abbandoni la vista,
che gli alberi, al proprio fianco, appassiscano,
che i palazzi all’orizzonte crollino
e che tutto, improvvisamente, si riduca a un mero deserto.



Eppure non abbiamo mai esitato
mai abbiamo deviato lungo altri passaggi.
Ma. . . improvvisamente non vi è più destinazione,
qualcosa ha annientato la nostra città. 





 Forse si dovrebbe pensare alla sconfitta . . .
Forse cocciuti come la pietra bisognerebbe proseguire,
cercare una nuova casa anche se non la si vede . . .
segnare di proprio pugno direttrici mai esistite:
piegare, segnare e plasmare l’esistente . . .
. . . affinché mai si dica che un uomo si sia arreso. 





  *§* Marril *§*

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