Unknown
Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E' lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare. 
(Oceano Mare – A. Baricco)
 
Camminiamo senza sosta lungo il percorso della vita, finché arriva il momento che abbiamo bisogno di una pausa e ci sediamo lì, sul bordo della nostra strada, ad osservare come uno spettatore esterno quel percorso... pochi minuti soltanto è quanto basta per darsi un'occhiata dentro, per dare uno sguardo al passato e accorgerci, con una nota di tristezza, che quella quotidianità a volte si allontana dai nostri reali desideri. 

In alcuni momenti basta l'istintività del momento, in altri qualche giorno e a volte anche anni per prendere coscienza che è ancora possibile cambiare il corso degli eventi, per prendere il coraggio a due mani e cambiare strada, pieni di entusiasmo...
… finché una dopo l'altra si susseguono le prime difficoltà e ci chiediamo se forse non era troppo tardi per inseguire i desideri, se era meglio seguire quella vecchia strada... se... se... se...

Troppi “se” e troppe aspettative ci tormentano con l'ansia di non essere all'altezza delle situazioni, delle persone, dell'immagine che noi stessi abbiamo creato... a tal punto che se ci si guarda intorno ci sente fuori luogo... lo siamo poi davvero?
Forse è vero siamo un po' in ritardo rispetto ad altri... ma siamo ugualmente vivi e in quest'oggi ci siamo, domani chi può sapere cosa accadrà e se solo ci si liberasse da quella zavorra di ansia sono sicura che andrebbe tutto meglio...
...niente più aspettative, niente più paure... solo noi e tra le braccia il nostro desiderio.

Io ci sto provando...

 
Unknown
A volte non resta che correre ai ripari e rifugiarsi in un piccolo angolo di mondo...
un spazio ove il mondo esterno sembra così lontano
dove il dolore che sentiamo dentro, e sembra voglia soffocarci tra fiumi di lacrime che scorrono, lentamente si assopisce.

Il quel rifugio si ha la sensazione di sentirsi forti, così forti da contrastare chiunque o più semplicemente non essere contrastati da chiunque disegna su di noi una vita che non è nostra.

Più volte sulla riva dei miei pensieri torno a rileggere questa frase:
“Rimanere se stessi in un mondo che giorno e notte si adopera per trasformare ciascuno di noi in un essere qualsiasi. Vuol dire combattere la battaglia più dura della vita.” 
(R. Battaglia)

Mi capita di avere la sensazione che le persone si aspettino sempre qualcosa in più da me... e mi ritrovo con l'affanno a tentare di sfiorare un'apparente perfezione... fin quando non osservo le luci di un aereo in lontananza e penso quanto sia bello lasciarsi attraversare dal vento e abbandonarsi in quella danza... e finisco così per distrarmi e inciampare sentendo tutto il dolore sprigionarsi.

Eppure io vorrei solo lasciare che tutte le cose seguano il loro corso... abbandonarmi con fiducia a un domani che appartiene solo a me.


“Quando tutto sarà finito sono sicuro che mi verrà concesso un minuto per ripensare a tutte le volte che volevo urlare cosa sentivo, ma sono stato zitto per paura di non essere capito, e rimpiangerò gli obiettivi che ho abbandonato perchè il timore di fallire mi ha impedito di perseguirli."
(C. Bukowski) 


Unknown
Cari amici,

Vi auguriamo di trascorrere delle serene festività.

Con affetto e con un sorriso... 


Blumoon  & Marril


Unknown

Passano i giorni… passano i mesi… e infine passano gli anni.


E ci si ritrova sempre qui… con una ferita che ora brucia un po’ meno, con una rabbia ormai assopita, con un dolore che vive di ricordi.

Istanti che gli occhi porteranno sempre con sé…
Parole che risuoneranno come se fossero state appena sentite…
Carezze leggere di lacrime che hanno ormai rallentato la loro corsa verso vuoto…


Passano gli anni… e ci ritrova, in quel che ormai  è diventato un rito, davanti ad una fredda pietra a rileggere queste parole con la consapevolezza che passeranno altri giorni, altri mesi, altri anni…

Qualcosa cambierà sempre da quell’istante, ma questa sarà l’unica certezza…

“…che è mai la vita? 
È l'ombra d'un sogno fuggente.
La favola breve è finita. Il vero immortale è l'amor.”
(G. Carducci)

Marril
Ecco che si apre il sipario…
in alto il sole presenta l’esistente,
il cielo celeste fa da cornice
mentre il mare con i suoi riflessi ci introduce.


Le celestiali acque brillano di oro, increspate dal giocondo Eolo, mentre si infrangono con la prima roccia preludio di uno sguardo pronto ad indagare l’ignoto. 

La costa sorprende… ora a strapiombo marronea cala nel mare, ora biondo si adagia alle sponde, infine civilizzata accoglie i viandanti.

L‘isola si erge. Ecco le sue molteplici forme mentre sconosciuta, spoglia e temuta si avvicina … immensa, nasconde il proprio segreto.


Terra spoglia e delusa silente, ma fiera vanto della propria innocenza feconda detentrice della sua storia.

Guardate, stranieri, le prospere terre ammirate la natura selvaggia che reco nel cuore incantatevi per le mie sponde qui, ove il sole coccola e il caldo tarda ad allontanarsi.

Non cercate i grattaceli, quelli li trovate d’altra parte, qui è loco di natura ove solo l’essenza trae sostanza.

Rude la vita prospera pone difficoltosa le sue scelte, indurendo le menti delle genti, ma regalandone sincerità.


Non troverete eccentricità qui dove l’esistente è scioccante più di ogni altro. Terra, odore e sapore è il nostro splendore consapevoli che intorno v’è già il tesoro.

Snobbata e maltrattata, pensano di far tutto con me. Eppure scarna e fiera ancora mi presento perché nell’essere senza mura che grido la mia libertà.

Quattro sono i mori che distinguono ciò che sconosciuti non possono comprendere per chi si scandalizza della semplicità per chi non comprende l’onestà.

Ecco perché poi lentamente si avverte come fa qui l’animo ad assumere maggior magia… Forse perché solo nuda e senza fronzoli lo spirito mostra il proprio splendore.


Impari che non nelle vane cose vi è l’essenza: la spoglia collina penetra più che un paio di lenti, la solare luce accarezza l’erba più che la macchina, mentre ogni mio tramonto accompagna amori.

Persino gli irraggiungibili provano a strappare il mio semplice splendore fogge luccicanti, auto di festa, fregate provano a sfidare mare, monti e cielo come se quei sciocchi volessero far propri il naturale fascino, ma mai eguaglieranno l’intimo splendore della mia nudità.

Sull’isola le dame mostrano l’essere l’essenza di una fiera forza che ogni giorno si mostra. Sorrisi regalati agli stolti, nel semplice donare sbeffeggiano l’altrui inaudito egoismo.

Lode a terra e donne che sanno regalare e nell’assaporare inerti i venti della vita fanno loro la gloria. Luce che segna silente gli umili uomini i quali insegnano la fatica della durezza.


 Sponde rifiutate,

che lentamente si sono presentate

e infine sono state amate.

Ora che tu vai…

…porta in te quello che per sempre amerai,

perché mai smetterai.

 
Marril
Morbida come la lana che stringi tra le mani...
Neve che soffice ti rinfresca
affrancandoti dal dolore...
Ti avvolge come un manto d'amore...
Ti protegge... Serena nel suo tepore... ti consoli
Dormi immersa nel suo sogno... lì dove ti attende e nulla può farti più del male.



Unknown
Voglio che tu sappia
Una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
"Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata"

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
Che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.



(Pablo Neruda - Se tu mi dimentichi)
Unknown

L’attimo prima della partenza… dopo poco che il sole è sorto, racchiude in sé qualcosa di magico.

C’è un silenzio in cui tutto sembra muoversi al rallentatore, come se quell’illusorio silenzio che accarezza le cose, le persone, gli istanti fosse un vento che avvolge un drappo che vola leggero nel cielo.

L’attimo prima che il fischio del capotreno risuoni a scombussolare quella quiete apparente, con la chiusura delle porte, una miriade di sentimenti sembrano convergere in quel delicato sospiro che bacia le labbra.

Tristezza, gioia, paura, speranza, ansia, desiderio…  qualunque cosa porterà quel viaggio, qualunque sia la meta a cui andiamo incontro o il motivo che ci spinge ad essere lì, sul quel treno.. l’attimo prima della partenza alzeremo lo sguardo, verso il finestrino, accenneremo un sorriso nel nostro cuore per non aver paura e ci abbandoneremo  con accettazione al dondolio di quel treno, che tra paesaggi già visti o posti totalmente nuovi, ci condurrà a destinazione. 


L’attimo prima…. È il momento che preferisco. 

Unknown

Passiamo una vita intera a inseguire sogni… 
 
A fare  e disfare promesse con il tempo dimenticate 

Cerchiamo di costruire noi stessi per poi inciampare nel riflesso di qualcun altro, costruito da qualcun altro per noi.
Se quell'immagine si potesse togliere con la facilità con cui togliamo un abito che, nel riflesso di un camerino nel centro commerciale, non calza bene. Scegliere senza pensare troppo... senza inseguire un sogno, ma semplicemente appartenendogli. Se si potesse con questa facilità… lo farei di corsa… tagliarei le corde che mi  trattengono e mi lancerei nel vuoto con la certezza di essere sorretta dalle ali di un destino scritto da me… per me.
Ma non è tutto così semplice e ogni scelta comporta una conseguenza… 


Però tra tante domande e risposte che mi tengono ancorata alla mia sponda sicura, c’è solo una domanda che necessita una risposta e forse è l’unica che realmente vale…  

...quanto si crede in quel che si fa?