dic
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A distanza di un anno ci sono dolori a cui l’anima ha finito per dare dimora, insieme ai suoi rimpianti ricchi di “se”, ma a distanza di un anno la vita ha continuato a scorrere e continuerà a farlo.
Si cade, si tocca il fondo e poi ci si rimette in piedi a
volte senza neppure sapere come.
Senza pretese o buoni propositi, che ho smesso di fare da
tempo, l’unica salvezza è lasciarsi avvolgere, come una foglia, da un vento di
speranza. Farsi trasportare verso quel che sarà con il cuore aperto, nonostante
vecchie ferite brucino ancora; verso scelte che potranno cambiare il corso del
nostro percorso portando a chiedersi, tra la paura e l’incertezza, se è forse
troppo tardi.
No, non è troppo tardi quando si ha ancora la possibilità di
scegliere. Quando si è ancora vivi. Quando si ha ancora voglia di migliorare le
cose, senza doversi accontentare o limitare. Quando si è disposti ad accogliere
i doni del domani, ad aver fiducia, ad amare in modo incondizionato senza
l’ossessione di dare e la pretesa di ricevere.
A distanza di anno… un nuovo anno inizia
e citando il titolo di un libro e del corrispettivo film bè…
Io speriamo che me la
cavo.
Grazie a tutti voi che seguite con affetto questo blog, rendendolo vivo e condividendo con me e Marril le vostre sensazioni.
Grazie a coloro che ci seguono silenziosamente.
Un grazie personale a Marril, il maschietto riflessivo del blog- con cui la collaborazione va avanti da alcuni anni - che arricchisce
questo spazio con quelle che ritengo dolci perle di poesia.
E infine... un grazie a questa vita, la quale mi concede tutte quelle
emozioni che mi permettono di alimentare queste pagine virtuali.