Unknown


Osservo le nuvole mutare… la loro forma, i lori colori… e come una bambina mi incanto ad osservare il tempo impercettibile che passa.
Disegno volti, immagino oggetti, sogno paesaggi lontani che si susseguono davanti ai miei occhi… e come i pensieri allo stesso tempo mi sfuggono.
Disegno, immagino, sogno… desiderio

Desiderio di una mano da stringere, della tua mano da stringere… come un legame inscindibile.

Ho letto da qualche parte che la pelle, più della vista, conserva un ricordo… e allora mi soffermo sul tuo calore, su quel piccolo contatto e lo faccio mio.
Una parte di te ora mi vive dentro, mi trattiene dall’essere travolta dai ricordi del passato che alimentano ferite e che dolcemente, in questo presente, vengono curate.
Sorrido, mi viene spontaneo…  e i pensieri attenuano la loro corsa.

Torno a guardare le nuvole e penso a quel piccolo gesto, al calore di quella mano che delicatamente mi sfiora.

Non sono poi così lontane le nuvole.



"Sei di poche parole oggi…” sorride e mi prende la mano.
Una mano che non sento da dieci giorni ma che mi basta un tocco per riconoscerla. 
La pelle ha una memoria di ferro.
Mi abbandono al contatto, stringo forte quella mano, la risento mia.
(Giulia Carcasi - Ma le stelle quante sono-)

Marril

Chiudere gli occhi e sognare …
volare sino a  nuovi orizzonti … 
essere registra di nuove storie …
creare i volti, le emozioni
modellare immagini, voci … plasmarne il timbro...
colorare il mondo, forgiarlo …
narrare a sé ... una nuova storia...

Un nuovo mondo...
nuovi suoni e parole
nuove sensazioni …
Scrivere nuove vite.

Leggere è il film più bello
il tuo, che crei dalle righe di un altro …
assistere a una elegia unica
fondere il pensiero di uno
con ciò che senti.

Ogni parola per ognuno ha significato diverso
tonalità e sfumature distinte che creano un UNICO universo...
il proprio universo che vediamo nascere... dal nulla...
immaginate…


Da un foglio buio di un cuore stanco e arido…
costruire il chiarore delle acque al risplendere degli astri
far giocare Eolo con i corpi…
vedere gli alberi ondeggiare per ricrearne il tipico fruscio…
far sorgere la nostra Stella alla nuova alba…
dipingere i volti dei viandanti…
seguire le vicende di un comune
i suoi passi incerti, i pensieri nascosti ai più…
leggerne il cuore, le debolezze e le passioni… l’ardore…
centrarlo a protagonista della sua vicenda…
righe di un volume antico che diviene raccontato agli uomini
al chiarore di un caldo camino quando fuori piove.
Sì, la storia.. la tua storia!
Ciò che metti al centro del tuo momento…
attimo di riflessione... comunicazione tra te e l’anima.
Mamma di te stesso mentre ti coccoli
e al caldo delle coperte ti racconti un’avventura
accompagni il tuo sogno, ti ispiri a nuovi pensieri... nuovi valori...

Ora dormi... rialzati.. riposati …
chiudi  o riapri gli occhi...
ricordando ciò che sei …
ciò in cui credi …
ritrovando in quei sussulti
di una narrazione che pareva lontana …
ciò che si rispecchia in te …
il dissenso... l’assenso... la rabbia, l’onore …
mentre sorridi... dio e creatore del tuo spazio
padrone di te stesso… e della tua vita.

Marril


Staccare dal mondo e mettere in pausa il tempo
riposare e respirare,
abbassare il volume di sottofondo,
ovattare il caos del mondo esterno,
ritagliare il proprio spazio…
Riscoprire gli affetti
soffermarsi sui ricordi
distinguere nuovamente il colore di un corpo
ritornare a sentire…

Far cadere la polvere
che offusca la mente,
respirare nuova aria
riappropriarsi della propria vita…


Ecco perché evadere dalla frenesia moderna.
L’uomo contemporaneo sfugge
si ritrova a volte in cerca di sé
stanco dei ritmi logoranti
che lo divorano dentro
assorbendo la sua linfa
prosciugando il suo essere
fino a farlo divenire nient’altro che un involucro arido.

Ma come disse qualcuno…
Se c’è un tempo per soffrire,
uno per amare e uno per gioire,
uno per spendersi e dare tutto di se stessi…
c’è un tempo anche per fermarsi
e poi poter ripartire…


Unknown

Tutti i cambiamenti, anche i più desiderati, hanno la loro malinconia, 
perchè ciò che lasciamo dietro è una parte di noi.
Dobbiamo morire in una vita prima di poter entrare in un’altra.
(Anatole France)


Questa pioggia di fine estate porta via con sé la leggerezza di una meravigliosa stagione…

Al di là del vetro il paesaggio muta, si rinnova e si prepara ad accoglie quello che sarà domani…  senza incertezza.
Mentre io, al di qua di questo stesso vetro, mi chiedo che ne sarà di me domani… senza alcuna certezza.

Ci sono scelte che ho tardato a fare, ma la vita mi dà un’altra possibilità. E davanti a questo bivio posso cambiare il domani, il mio domani. 

Levarmi di dosso, come se fosse un vecchio vestito sgualcito, l’insofferenza di non sentirsi a proprio agio nel posto in cui si è; la rabbia di sforzi che sembrano inutili perché guidati da una passione che col tempo si è andata affievolendo... Mentre il desiderio di un cambiamento pulsa prepotentemente dentro come la paura che impedisce di lasciare una strada impervia, ma quanto meno nota.

Però io la rivoglio quella passione, la voglio sentire ancora dentro di me.. come se fosse pioggia sulla pelle che disseta e rigenera. Se oggi mi è concesso ancora una possibilità allungherò le mani, seppur tremanti, verso di essa…  

Ho sempre immaginato la vita come una ruota che gira… a volte dà e a volte toglie, ma poi torna a dare…  e a noi spetta il compito di accogliere con gratitudine quanto di buono questa vita ha da darci, perché quando toglie significa che è tempo di fortificare l’animo affinchè riesca a reggere il peso del dono che un domani si riceverà.