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A volte non resta che correre ai ripari
e rifugiarsi in un piccolo angolo di mondo...
un spazio ove il mondo esterno sembra
così lontano
dove il dolore che sentiamo dentro, e
sembra voglia soffocarci tra fiumi di lacrime che scorrono,
lentamente si assopisce.
Il quel rifugio si ha la sensazione di
sentirsi forti, così forti da contrastare chiunque o più
semplicemente non essere contrastati da chiunque disegna su di noi
una vita che non è nostra.
Più volte sulla riva dei miei pensieri torno a rileggere questa frase:
“Rimanere se stessi in un mondo che
giorno e notte si adopera per trasformare ciascuno di noi in un
essere qualsiasi. Vuol dire combattere la battaglia più dura della
vita.”
(R. Battaglia)
Mi capita di avere la sensazione che le
persone si aspettino sempre qualcosa in più da me... e mi ritrovo
con l'affanno a tentare di sfiorare un'apparente perfezione... fin
quando non osservo le luci di un aereo in lontananza e penso quanto
sia bello lasciarsi attraversare dal vento e abbandonarsi in quella
danza... e finisco così per distrarmi e inciampare sentendo tutto il
dolore sprigionarsi.
Eppure io vorrei solo lasciare che
tutte le cose seguano il loro corso... abbandonarmi con fiducia a un domani che appartiene solo a me.
“Quando tutto sarà finito sono
sicuro che mi verrà concesso un minuto per ripensare a tutte le
volte che volevo urlare cosa sentivo, ma sono stato zitto per paura
di non essere capito, e rimpiangerò gli obiettivi che ho abbandonato
perchè il timore di fallire mi ha impedito di perseguirli."
(C. Bukowski)